mercoledì 14 agosto 2019

Recensione "Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino" di Christiane F.

Titolo: Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino
Autore: Christiane F.
Casa Editrice: Rizzoli
Genere: Biografico 
Pagine: 344
Prezzo ebook: 11,00€
Prezzo cartaceo: 7,99€
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Trama: Berlino, anni Settanta, quartiere dormitorio di Gropiusstadt. Christiane F. ha dodici anni, un padre violento e una madre spesso fuori casa. Inizia a fumare hashish e a prendere Lsd, efedrina e mandrax. A quattordici anni per la prima volta si fa di eroina e comincia a prostituirsi. È l'inizio di una discesa nel gorgo della droga da cui risalirà faticosamente dopo due anni. La sua storia, raccontata ai due giornalisti del settimanale "Stern" Kai Hermann e Horst Rieck, è diventata un caso esemplare, una denuncia dell'indifferenza della nostra società verso un dramma sempre attuale. Una testimonianza cruda, la fotografia di un'epoca. Postfazione di Vittorino Andreoli.


Non sono un’appassionata di libri autobiografici, devo ammetterlo, ma sentendo parlare di “Noi, ragazzi dello zoo di Berlino” di Christiane F. la mia curiosità ha preso il sopravvento. Ho letto questo libro solo alcuni mesi dopo esserne venuta a conoscenza, non appena l’ho ricevuto come regalo di Natale. Non potevo chiedere di meglio! Tra le mani abbiamo una vera e propria denuncia contro la Berlino del 1975 e 1977, un dramma che vede come protagonista il circolo della droga che aveva colpito ogni adolescente di quel posto. Il libro si apre con l’introduzione della difficile infanzia di Christiane, un’infanzia che l’avrebbe portata a camminare su un filo sospeso nel vuoto. Leggiamo dei suoi diversi trasferimenti insieme alla sua famiglia e ai suoi animali, al luogo non accogliente dove era finita a vivere, alla triste vita che conducevano i bambini della sua età, alle marachelle che compieva facendo le corse con gli ascensori. A questo si aggiungono le violenze subite dal padre, il divorzio dei suoi genitori e l’abbandono di sua sorella. Era rimasta sola. E come accade alla protagonista, alle volte il rimanere soli porta al compimento di azioni dalla quale è improbabile uscirne. Christiane a soli dodici anni entra a far parte di un mondo che pian piano la porta verso la distruzione di se stessa, iniziando in modo leggero e finendo in modo atroce.

Il personaggio di Christiane l’ho reputato davvero forte, un esempio da seguire per la grande forza di volontà che ha avuto per superare un qualcosa più grande di lei. Se inizialmente si è presentata come una ragazza smarrita, insicura, poco prudente e condizionata dai suoi coetanei, al termine della storia possiamo vedere i netti cambiamenti. Con sudore e dolore è riuscita a rinascere senza l’aiuto di nessuno il quale , invece, sperava di avere. Un’altro personaggio che mi è rimasto nel cuore è senza dubbio Detlef, con la sua gentilezza e il suo amore riposto verso Christiane. In molti momenti sono rimasta davvero colpita positivamente dal suo comportamento sopratutto quando metteva lei prima di tutti. Sono rimasta un po’ delusa quando, dopo aver passato tanto insieme, si sono divisi e hanno preso strada diverse. Mi chiedo se alla fine i sogni che progettava si sono realizzati.

“Noi, ragazzi dello zoo di Berlino” è sicuramente un libro diverso dagli altri, e dalle letture che leggo quotidianamente. La trama mi è piaciuta davvero davvero tanto essendo stata in grado di segnarmi e di lasciarmi un’importante insegnamento: quello di non mollare anche se sei allo stadio finale, anche se sei all’estremo delle tue forze. La storia è stata ben strutturata e non risulta per niente noiosa e pesante per i temi crudi che sono stati messi a nudo. Per quanto riguarda lo stile di scrittura della scrittrice l’ho trovato confortevole, dettagliato e davvero molto riflessivo. Credo che sia stato proprio questo che mi ha fatto innamorare di questa lettura: leggere i profondi pensieri di un’adolescente cresciuta troppo velocemente.

Sono felice di aver potuto passare diversi dei miei pomeriggi in compagnia di questi personaggi! In conclusione posso dirvi che questo è uno di quei libri che ti entra dentro, che ti aiuta a crescere e a capire che ad ogni nostra futile azione ne consegue un dramma molto più complesso.



Recensione "L'angelo di vetro" di Corina Bomann

Titolo: L'angelo di vetro
Autore: Corina Bomann
Casa Editrice: Giunti
Genere: Romanzo rosa storico
Pagine: 317
Prezzo ebook: 15,90€
Prezzo cartaceo: 9,99€
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Trama: È un freddo dicembre del 1895 nel piccolo villaggio di Spiegelberg, ai margini della Foresta sveva, e la giovane Anna spera che l'arrivo del Natale le permetta di vendere le sue meravigliose creazioni di vetro soffiato: angioletti, fiori, animali e cristalli di ghiaccio in ogni sfumatura di colore. Dopo la morte del padre, mastro vetraio, che le ha insegnato tutti i trucchi della sua arte, Anna è costretta a farsi carico della madre malata e della sorella minore, lavorando per un misero salario nel laboratorio del vecchio Philipps e di suo figlio Wenzel. Quando un giorno il ragazzo le chiede di sposarlo, Anna si sente di fronte a un bivio: potrebbe essere la via di uscita da una vita di stenti, eppure, nonostante l'amicizia che la lega a Wenzel, qualcosa dentro di lei si ribella. Il suo sogno è sempre stato viaggiare in paesi lontani e solo l'idea di un'esistenza tranquilla e ritirata le toglie il fiato. Finché una notte uno sconosciuto dagli occhi grigi come le nubi cariche di neve bussa alla sua porta consegnandole una busta chiusa da un sigillo di ceralacca. Una lettera che arriva dall'altra parte del mare e che sta per dischiuderle un mondo da fiaba: al fianco del giovane messaggero, Anna intraprenderà un lungo viaggio che la porterà fino a Londra, alla corte della regina Vittoria, per decorare con le sue raffinate figure di vetro l'abete della famiglia reale. Ma sarà davvero più vicina alla realizzazione di tutti i suoi sogni?


 Ho notato questo romanzo in libreria ed ero davvero molto titubante prima di acquistarlo. Sono rimasta ad osservarlo per molto tempo prima di decidermi a prenderlo e, come sempre, l'istinto ha scelto bene.

È il lontano 1895 quando a Spiegelberg la giovane Anna viene convocata a Londra sotto invito della regina. Il suo talento nel realizzare angioletti di vetro oramai è molto noto. Sembra surreale che il suo sogno, condiviso con il padre per lungo tempo, di viaggiare con la sua arte si stia per realizzare. Lasciare la sua casa e la sua famiglia per due settimane le sembra quasi impossibile e doloroso ma è l’unica alternativa per poter curare la grave malattia della mamma. Il viaggio sarà percorso da insidie, nuove conoscenze e nuovi amori che sbocciano. Per Anna è il momento di voltare pagina.

Spostandoci sui personaggi, Anna è molto determinata a portare avanti il sogno che ha sempre condiviso con il padre, morto troppo giovane. Caratterialmente la vediamo come una ragazza davvero gentile e sopratutto premurosa verso i suoi cari. Mi è piaciuta molto perché, in certi aspetti, mi ricorda me, sempre con la paura costante di affrontare i cambiamenti e quello che non conosce.

“Ora mi chiedevo se da qualche parte oltre lo specchio ci fosse un’altra Anna, la cui vita scorreva come l’aveva sognata mio padre. Una Anna felice che poteva guardare con leggerezza al proprio futuro.”

Quando incontra John sin da subito prova ad instaurare un rapporto con lui anche se, inizialmente, non le risulterà semplice.
Quest'ultimo, infatti, è un ragazzo taciturno, rinchiuso in una bolla che lo porta a stare sempre sulle sue, ma conoscendolo bene si può capire che ha un gran cuore d’oro. Durante uno spiacente inconveniente, infatti, aiuta subito Anna procurandogli un alloggio e tutto ciò che le occorre per realizzare le sue statuine di vetro. È stato davvero gentile con lei, mettendo a rischio anche la propria incolumità.

“<<Ma io desidero rimanervi accanto!>> risposi confusa. Perché voleva liberarsi di me? Lo intralciavo?
<<Sarebbe troppo pericoloso, Anna ! Non credo che questa carrozza vi abbia intralciato per caso.>>”

Altro personaggio in particolare che mi ha davvero incuriosita è sicuramente De Vries, un anziano che apparentemente sembra davvero scorbutico e cafone, o almeno questa è stata la mia impressione iniziale, ma in realtà è stato come un padre per Anna. Nonostante non l’abbia accolta subito nei migliori dei modi si è mostrato davvero disponibile nel momento de bisogno. L’ha trattata come una seconda figlia e ciò mi ha davvero emozionato. Mi sono piaciuti tantissimo perché sono belli nella loro semplicità

“Sono comunque contento di avervi conosciuta! Come già vi ho detto, voi avete il merito di aver ridonato alla mia vita un barlume di luce.”

La trama devo dire che è molto semplice rispetto ai miei standard, leggendo continuamente thriller sono abituata agli innumerevoli intrighi e intrecci che si celano dietro a eventi crudi. Quello che mi ha sorpreso di questo libro, però, è l’originalità, la storia che viene raccontata. Di solito i romanzi di questo genere non mi prendono del tutto ma questo aveva qualcosa di tutto suo, non potevo fare scelta migliore.
Mi è piaciuto sopratutto per il fatto che l’autrice ha preferito incentrate la storia sul loro viaggio e non sulla loro storia d’amore, questo mi ha permesso una lettura diversa.
Spostanodomi sullo stile di scrittura, anche qui non c’è nulla di eccezionale perché risulta molto semplice e scorrevole. Le descrizioni non sono pesanti ma nonostante ciò sono in grado di catapultarti nell’ambiente. Le ho trovate confortevoli e interessanti


Recensione "L'ultimo sogno" di Valentina Fontana

Titolo: L'ultimo sogno
Autore: Valentina Fontana
Casa Editrice: Mondadori
Genere: Fantasy
Pagine: 365
Prezzo ebook: 17,00€
Prezzo cartaceo: 4,99€

Trama: Esiste un mondo dove ogni cosa è possibile: viaggiare in paesi lontani, vivere i ricordi di persone sconosciute, camminare per le strade di città mai viste e perfino uccidere. Basta un casco per immergersi nella realtà che connette tutte le menti nell'interconscio, il grande spazio virtuale in cui ogni esperienza è a portata di mano, più vivida di un sogno. Il suo nome è Onyricon. Ma c'è chi nella rete si perde, come Miri, che per gioco è rimasta intrappolata in X-Stream, un social network pirata controllato da un pericoloso hacker. Alex, dotata di una rara immunità ai virus informatici, dovrà scendere nell'inferno di X-Stream, in cui i sogni si trasformano in paure e morire non è più soltanto una finzione. Bastian è l'unico che può aiutarla. Un tempo le ha spezzato il cuore, ora la vita di Miri e degli onirodipendenti perduti nel network è nelle sue mani.

Recensione: Sono pochi i libri di genere fantasy che mi hanno preso davvero e che rileggerei altre volte ancora: L’ultimo sogno di Valentina Fontana è tra questi. Ho terminato questa lettura proprio ieri, un libro letto con calma e che ho potuto assaporare completamente fino all’ultima parola. Non pensavo mi potesse piacere così tanto in quanto inizialmente ero stata molto titubante, eppure è uno dei libri migliori che abbia letto.

Esiste un mondo dove anche l’impossibile risulta agli occhi possibile, come vivere i ricordi di persone sconosciute. Tutto ciò è possibile grazie ad un semplice casco, Onrycon, in grado di immergerti nella realtà che contiene tutte le menti dell’interconscio. Un semplice gioco all’apparenza, ma dannatamente letale per chi vi entra dentro. Miri si è persa all’interno di X-stream, un social network pirata controllato da un hacker pericoloso che gode delle paure altrui. L’unica che può aiutare Miri ad uscire da questa piattaforma è Alex, la sua migliore amica, che è immune ai virus informatici e con l’aiuto di Bastian scende nel vero inferno.

Ho trovato questo libro davvero particolare come pochi, luminoso ma al contempo stesso tetro e oscuro per gli eventi che si susseguono uno dietro l’altro ad un ritmo selvaggio. Forse ciò che mi è rimasto più a cuore, di questo racconto, è il rapporto speciale tra Miri e Alex che mi ha portato a pensare al mio legame con le mie migliori amiche. Come ben si vede, Alex ha sempre fatto tutto per Miri, mettendo da parte il suo futuro e anche la sua stessa felicità. Inizialmente ho pensato: Cavoli, è la solita protagonista che ha l’aria da dura!
Ciò è stato smentito non appena ho concluso questa lettura: Alex non è affatto quello che vuole mostrare a tutti e anche a noi lettori. Si dipinge come la ragazza forte che può superare tutto, che può continuare a raccogliere i pezzi che Miri sta lasciando cadere pian piano, non sapendo in realtà che anche lei è fragile come ognuno di noi. In realtà è molto dolce e premurosa, tra le volte anche brusca e testarda ce da dire. È molto coraggiosa, non è da dimenticare, in quanto per salvare la sua migliore amica ha corso rischi che pochi avrebbero accettato, non lamentandosi e sopratutto non tirandosi mai indietro al primo ostacolo che le capitava.

“Alex era onesta, solare, diretta come un bambino a volte, ma spesso usava sorriso e sarcasmo come una maschera.”

Miri, al contrario di Alex, non è coraggiosa e lo si può notare nel momento in cui si trova a fare i conti con i suoi stessi demoni all’interno del gioco, dove nessuno può aiutarla. Per un momento pensava che fosse troppo tardi, come per la sua mente sconvolta eppure è rimasta lucida nell’attesa di vedere l’unica persona che per lei conta.

“A volte Miri non capiva perché loro due di volessero ancora bene, in realtà nemmeno perché si sopportassero, ma se esisteva un motivo valido per tornare indietro, nella vita si Miri quel motivo era Alex.”

Mi è piaciuto questo personaggio, la storia che si cela dietro, il prima per arrivare al dopo. Seppur un po’ troppo banale non mi è affatto dispiaciuto, sopratutto perché l’autrice successivamente ha sviluppato un concetto ben diverso di dipendenza e di droga. Infatti qui non abbiamo la dipendenza ad una sostanza chimica, ma la dipendenza ad X-Stream.

Personaggio, invece, che ho odiato tanto ma che ahimé è la parte fondamentale della storia, il movente, è X-Stream ovvero il fondatore del network pirata. Nelle prime due parti del libro abbiamo una presentazione indiretta del personaggio, molto vaga, mentre verso il finale vediamo esso entrare in gioco. Ed è qui che le domande che mi sono posta hanno avuto finalmente una risposta.

"Cosa c’è di tanto bello nel far fuori la gente?
-La paura - replicó l’uomo. - È la paura che è bella. È pura, la più potente delle arti.”

Inizialmente la trama non mi aveva convinta molto, perché non avevo capito molto di ciò che avevo letto, però leggendo mi sono letteralmente innamorata dei pensieri che vengono esposti, delle debolezze e delle paure che vengono affrontate. Non è la solita trama, la solita storia d’amore, il solito finale. Come già detto questo libro ha un qualcosa di diverso e innocente.
Per quanto riguarda lo stile di scrittura non ho trovato difficoltà, è abbastanza scorrevole e approfondito nei punti giusti e non è assolutamente noioso come invece può sembrare.

Che dire con questo libro per un istante mi è parso di volare proprio come la nostra Miri, fino a quando non ho iniziato a precipitare nella dura realtà del gioco.

venerdì 2 agosto 2019

Segnalazione "Denise il mondo non mi serve" di Sarah S.

Titolo: Denise il mondo non mi serve
Autore: Sarah S.
Genere: Erotico
Casa Editrice: ErosCultura


Trama: Denise. La storia prosegue. Dopo poco più di un anno, esce il seguito di È solo sesso, il romanzo di successo che ha segnato l’esordio nel genere erotico di questa brava autrice romagnola, passionale e sanguigna come un meraviglioso calice di Sangiovese. Chi, e sono tante, ha amato È solo sesso, apprezzerà di certo lo sviluppo della tormentata storia di questa donna da sogno, paladina di tutte coloro che vorrebbero liberarsi dei lacci di un perbenismo che fatica a morire. Conoscere altri aspetti, umani, anche dolorosi, di Denise. Ritroverete Eric, il perverso marito che aveva spinto la moglie tra le braccia di Patrick, senza valutarne gli effetti devastanti. Uomini come Patrick, mica li trovi all’angolo della strada… e conoscerete meglio l’amica del cuore, Hanna, e poi Mandy, la sorella di Denise, meno severa nel giudicare il comportamento altrui. Quindi, un pochino meno sesso, e più storia, per soffrire, gioire, godere con Denise.

Biografia: Dietro lo pseudonimo di sarah S. si cela una donna passionale come tutte lòe romagnole, amante della vita e dell'amore. E della riservatezza. Dopo il fantastico esordio di "è solo sesso", grande sucesso del 2018, prosegue il suo viaggio nella narrativa erotica con il seguito: Denise.

Segnalazione "Il kamikaze di cellophane" di Ferdinando Salamino

Titolo: Il kamikaze di cellophane
Autore: Ferdinando Salamino
Genere: Noir
Casa Editrice: Prospero
Pagine: 208
Prezzo cartaceo: 13,60€
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Trama: Un noir psicologico che accompagna il lettore al confine tra bene e male, vendetta e perdono, allucinazione e realtà. Cosa può trasformare un ragazzino mite e amante dei libri in un assassino implacabile? Cresciuto all'ombra di un padre violento, umiliato dai compagni di scuola e rinchiuso per quasi tre anni in un ospedale psichiatrico, Michele Sabella è sopravvissuto aggrappandosi all'amore per Elena, una paziente anoressica conosciuta in istituto. Quando Elena tenta il suicidio, Michele decide di dare la caccia al carnefice silenzioso che la sta trascinando oltre i confini della follia. Per farlo, dovrà liberare i propri "demoni di cellophane" e abbandonarsi alla violenza dalla quale era sempre fuggito. Se nessuno può essere assolto, ha davvero senso condannare?

Biografia: Ferdinando Salamino vive sospeso tra Milano, dove è nato, e il Regno Unito. E' Professore di Psicologia Clinica all'Università di Northampton.
Ama la musica, le buone letture, la boxe: tutti ingredienti che troverete nelle sue storie.
"Il Kamikaze di Cellophane" è il suo primo romanzo.

Segnalazione "Matteo" di Niana Vinci

Titolo: Matteo
Autore: Niana Vinci
Genere: Romance n/a
Casa Editrice: Self publishing
Pagine: 326
Prezzo ebook: 0,99€
Prezzo cartaceo: 14,90€
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Trama: Sono passati sette anni da quando nostra madre è stata uccisa da un’automobilista ubriaco. Non vedo mio fratello da allora. Va bene così. Riesco persino a essergli grata di avermi tolto di torno Matteo. È il suo migliore amico, e stargli accanto mi ha sempre fatto l’effetto di una solenne sbronza. Avete presente? Quando non riesci a pensare e tutto quello che fai serve a renderti ridicola. Non avrei mai creduto di trovarmi a dividere casa con entrambi, ma sapevo di non avere scampo.
Non saprei in che altro modo descrivere Celeste se non dicendo che è una bella bambolina senza cervello. Non voglio fare lo stronzo. È che semplicemente non ho pazienza. Basta la sua sola presenza a innervosirmi. Ma so che Tommi ha un piano, e a quanto pare io ne faccio parte.

Biografia: Il libro che avete tra le mani non è nato da un sogno meraviglioso, come Twilight. Semmai da ore e ore passate a rigirarmi come uno spiedino nel letto. Esatto. Questo libro è frutto dell’insonnia.
Ho scritto il primo capitolo di getto, alle cinque di una mattina d’agosto, ma per arrivare all’ultimo ho dovuto lottare con la tendenza che mi caratterizza in ogni ambito della mia vita: quella di non finire assolutamente nulla.
Per fortuna Celeste e Matteo non mi lasciavano dormire. Scrivere ciò che loro dicevano e facevano nella mia mente è stato incredibilmente divertente. Spero che sarà altrettanto divertente per voi leggerlo.

giovedì 1 agosto 2019

Recensione "Tenebris" di Stella Fabri

Titolo: Tenebris
Autore: Stella Fabri
Casa Editrice: Il seme bianco
Genere: Horror fiction
Pagine: 129
Prezzo cartaceo: 13,90
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Trama: Londra, 1899. Katrina Black alterna la sua vita di Lady a quella di Mediatrice delle Tenebre. Le persone comuni non lo sanno, ma il mondo pullula di fantasmi, vampiri, e lupi mannari, e i Mediatori combattono affinché l’equilibrio tra Tenebre e umanità non venga infranto. Un noioso ballo porta Katrina a riunirsi al suo amico d’infanzia Dorian. Il legame che li unisce vacilla da sempre tra amicizia e amore, e quando un misterioso anello maledetto viene messo all'asta, i due dovranno indagare sulla scia di teste mozzate che si porta dietro. Secondo la leggenda, chiunque lo metta al dito viene decapitato dal fantasma di Maria Antonietta. I due cacciatori intraprenderanno un pericoloso viaggio alla ricerca della verità. Pedinati dal sospettoso ispettore Beckett, dovranno fare i conti con un passato oscuro e sanguinoso, ma soprattutto con una forza più oscura delle Tenebre che combattono: la volontà di vivere. Ispirato al racconto "Ligeia" di Poe, è il primo episodio della saga delle Tenebre.

Recensione: Ho avuto l'onore e il piacere di leggere questo libro grazie a una collaborazione che mi è stata richiesta dall'autrice stessa qualche tempo fa, ma che solo oggi ho avuto l'opportunità di mostrarvi. Ammetto che prima che l'autrice mi contattasse non conoscevo affatto questo libro, quindi è stata del tutto una sorpresa per me la sua lettura. Inizialmente, per quanto riguarda questo genere, nonostante sia il mio preferito, essendo una lettrice dai gusti complicati, credevo non mi sarebbe piaciuto in quanto era anche molto piccolino, ma non appena mi è stata mandata la trama non ho potuto fare a meno di incuriosirmi e interessarmi a questo carinissimo libro, che pian piano mi ha invogliata sempre di più ad attendere il suo arrivo. Inoltre, non appena è arrivato a destinazione, sono stata ancora più incoraggiata a leggerlo grazie anche alla copertina semplice ma che parla da sé. Parlando di quest'ultima, a mio parere, rispecchia a pieno la storia; la ragazza vestita di bianco è la cacciatrice di mostri, mentre l'ombra oscura è ciò che sconfigge minuziosamente, le Tenebre.

Katrina Black è una bellissima donna determinata, che divide la sua vita tra essere una nobildonna di giorno e una cacciatrice di Tenebre di notte. Durante un ballo, casualmente, si imbatte in un carissimo amico appartenente al suo passato, Dorian Sclavi. Insieme, affrontando gli ostacoli e tutto ciò che il destino gli ha imposto di oltrepassare, andranno alla ricerca dell'anello perduto di Maria Antonietta, la cui leggenda narra che chiunque lo metta al dito verrà decapitato. Di seguito l'anello si ricollegherà a un omicidio e da lì partiranno le indagini che porteranno Dorian e Katrina a scoprire i veri segreti che si celano dietro la leggenda di Maria Antonietta e del suo anello.

Allora, iniziamo psicanalizzando insieme i soggetti e i pezzi grossi presenti nella storia:
Prima di tutti voglio nominarvi Xerxes; che con la sua aria misteriosa e tenebrosa è riuscito sin da subito a catturarmi.

«Mi chiamo Xerxes Ivor Romanov, proprietario del Tworails Express».

Inizialmente si mostra come il personaggio "negativo" della situazione, spruzzando malvagità da tutti i pori, questo per via del suo sguardo cupo e intimidatorio, ma in realtà è molto più di questo. Ho trovato il suo personaggio molto dolce, talvolta anche burbero, ma sempre molto gentile ed educato. Costretto all'odio del fratello per un malinteso che lo ha destabilizzato non poco. Di lui ho apprezzato molto l'amore che, nonostante tutto, ripone verso appunto suo fratello. La sua protezione nei suoi confronti mi ha fatto venire in mente quella che ripongo io verso mia sorella, ciò mi ha fatto sorridere non poco.

Di seguito abbiamo Katrina, che mi è piaciuta molto per la sua audacia e la sua forza nell'affrontare il male. Mi sono divertita molto a leggere le parti in cui si trovava a litigare con lo sceriffo, questo perché ogni volta che succedeva un casino lei era sempre nei paraggi. Un'altra cosa che mi è piaciuta di lei è il non darsi mai per vinta e la volontà di aiutare sempre tutti, anche chi odia di più. Ammetto che mi sarebbe piaciuto un legame più profondo e passionale tra lei e Dorian che però, suppongo per scelta dell'autrice, ciò non è stato evidenziato. Parlando di quest'ultimo la sua entrata in scena per aiutare Kat quando è in pericolo mi è piaciuta molto, inoltre lui è molto dolce e l'amore che nutre nei confronti della protagonista è inconfondibile.

In generale, però, tutti i personaggi mi sono piaciuti molto, infatti non credo che nessuno mi abbia suscitato una parvenza negativa.
Nonostante la loro caratterizzazione avrebbe bisogno di un ulteriore approfondimento, sono riusciti a colpirmi.

Basandomi sui libri che leggo solitamente ho trovato la trama di questo romanzo alquanto insolita e originale, grazie a questo sono rimasta incollata alle pagine tutto il tempo per la curiosità che capitolo dopo capitolo cresceva dentro di me. Inoltre è ricco di colpi di scena, ciò ha permesso un ampio gioco di immaginazione. I dialoghi mi sono piaciuti molto perché insoliti e sempre originali, inoltre i vari pensieri che si mostrano tra le pagine mi hanno suscitato molto, tanto che ho anche segnato le mie parti preferite. Voglio congratularmi con l'autrice per la scelta dei nomi dei personaggi, del tutto innovativi.

Nonostante sia un romanzo di sole 130 pagine l'ho trovato perfetto, giusto e ben scritto. È proprio vero che nella botte piccola c'è il vino buono! Questa storiella ne è la prova.
Lo stile di scrittura è delicato e fluido, mi ha permesso quindi una lettura scorrevole e coinvolgente, sono infatti super curiosa di leggere altre opere di questa giovane autrice e spero tanto in un seguito.
Arrivati a questo punto non posso fare altro che consigliarvi assolutamente di leggere questo libro!